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Bianco e nero.

L’assenzio brucia radici

il fumo assorbe l’odore di stanchezza e lascivia.

La resurrezione porta evoluzioni che spaventano

e fragilità inesplose che muovono passi lenti.

Erigere  muri ti affatica

e il tuo sguardo bianco soffre nel sorriso.

So che non tornerai indietro

forse più di te

che fingi di aver trovato la quiete

e  l’hai davvero.

Nel più tenero dei rimpianti riporrò

ogni ricordo

ogni errore

ogni dolore

che ti ho procurato.

Volare.

Aprire le ali non costa fatica a chi di volare non è mai stanco.

E’ emerso dall’alto di un picco innevato un geriglio fluorescente

che inclina il suo capo.

Avevo ricordi che erano realtà


e realtà che scuotevano i ricordi.

Appassita nel più coerente dei dolori

guardavo fuori

e mai più cercavo,

nè ti cercavo.


La passione aiuta gli audaci.

Erano anni che non [tra]scorrevo

i miei pensieri

scomporli e ricomporli

in una direzione perchè puntando lo sguardo fossero in linea retta.

Non traversa[le].

Erano mesi che non chiedevo cosa a chi.[Me?]

E quando e come.

Iniziavano i malumori tra i miei capelli

impigliati a te.

Attribuivamo significati diversi agli odori.

Erano giorni che non mi ascoltavo.

La mia voce da dentro soffocava

tra le tue braccia crude[li].

Impr[imimi]essionami adesso

su tela già usata.

La mia immagine mischierà il colore

con il vecchio

e  grattandolo via

di me non avrai traccia.

addio




Controvento.

Se avessi percorso mille miglia

controvento

potrei giustificare questo dolore che spezza la schiena

tanto che non riesco ad alzarmi.

Ad alzarmi.

Se avessi sfidato le maree

potrei spiegarmi cos’è che spezza i polsi

tanto che non posso più abbracciarti.

Più abbracciarti.

Se avessi volato come un razzo

nello spazio più profondo

potrei capire l’esplosione che ho nel cuore.

CHE HO NEL CUORE.

controv

Tempesta.

Tempesta assurgimi

o se non puoi

rinnegami

travolta da maree distanti e diseguali.

Tempesta quietati

che tra le tue spire

come una ninna nanna

possa dormire

e  finalmente riposare.

Riposare.

tempesta

Fissa-mente.

L’estremità del pensiero mi fissa lo sguardo.
Intenta alla ricerca delle lucciole
ho frantumato il buio
per riporlo in te.
Era scarno il tuo grembo d’amore
persino pesante nel suo vuoto ingombrante.
Apersi una finestra in un dettaglio
che a molti sfuggiva
nel tuo sguardo.
Ma ne ebbi paura,e forse non io sola,
e  frantumai richiudendola
ogni risata,ogni parola,ogni momento,
che vivemmo noi,
e noi solo.

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Sguardi.

Esagero sempre nell’intraprendere guerre

con me stessa.

Vincere è un vanto che non mi appartiene.

Piuttosto emergere nel buio con una scintilla

negli occhi

un guizzo

che mai potrai dimenticare.

Ci sono sguardi troppo uguali

per non riconoscersi

anche tra cento,mille,

occhi diversi.

sguardi

Tra me e te.

Tra me e te

le distanze sembrano inutili.

Tracimano le delusioni

nel tuo cuore

ma la certezza di esistere

non da pace nè tregua.

Tra me e te si dilatano le domande.

Nel cerchio concentrico del nostro destino

la spirale che diparte e coincide

non finisce mai.

Non finisce mai.

distanza

Blu cobalto.

Se cercassi di rimuovere la polvere

invece di alimentarla,

scopriresti che nasconde vizi ai quali

rinunciare non potresti mai.

Se cercassi di attendere invece di incedere

scivolando senza farti male,

scopriresti che la paura è la peggiore delle morti.

Ed io ne ho tanta.Troppa.

Vorrei dipingere il tuo volto dei colori dell’oceano

e nel peggiore e più freddo dei cobalto

lasciarmi inghiottire

dalle tue profondità.

cobalto


Non voglio.

Calano le ombre

e scivolano silenziose

tra i viali

come quando

da piccola

dormivo per dimenticare.

Non era diverso il risveglio

di un’infanzia interrotta

in fretta

ma le domande

a cui non ho risposto

hanno atteso per anni

stancamente

e non si sono arrese

non si sono arrese mai.

Potrei dimenticare,





MA NON VOGLIO.


baby