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Indietro.

Erigo muri inerpicandomi sulle caverne delle tue spalle

che lisce attutiscono ogni mio colpo.

Lo spiegamento di forze è immane.

Non rimane che salutarsi tra i palmi delle tue mani

inginocchiarsi per l’ennesima volta al volere di un destino beffardo

che da e toglie.

Che toglie e da.

Non esistono immagini nè parole nè colori così forti

da descrivere la devastazione che hai lasciato nel mio cuore.

Come uno scrigno vuoto al quale hai rubato le gemme più preziose

per tenerle solo per te.

E sai una cosa?

Non le rivorrei indietro.

E non ti somiglio più.

Il nuovo sostiuisce il vecchio

io mi fermo a pensare

mentre l’immagine di noi scolora e non fa più paura.

Temevo di non bastarmi

il punto è che mi son sempre bastata troppo

per guardare oltre la spalla mentre camminavo e ti perdevo

senza crederlo mai davvero.

Descrivere il momento adesso è un punto nell’oceano

lo fisso e scompare

poi mi distraggo e riappare.

“Questa è la vita”

mi dico sorridendo

i percorsi si intrecciano e si strappano

noi eravamo da tempo destinati

a perderci

forse ancor prima di incontrarci davvero.

E non mi somigli più,non ti somiglio più,

non usiamo più gli stessi termini,

e questo è terribile e bellissimo

perchè ciò che più ci ha più avvicinati è ciò che ci ha allontanati davvero per sempre.

Inoltre.

Quando correvi senza ridere inciampavi di continuo.

Decretavo sentenze senza corte d’appello

ti citavo in giudizio senza prove documentali.

Eri imputato e giudice 

la toga bianca

EPPOI

hai cessato le ostilità.

Il nostro esilio

finirà col mondo

fino a quel giorno

conterò i giorni al contrario.

Bianco e nero.

L’assenzio brucia radici

il fumo assorbe l’odore di stanchezza e lascivia.

La resurrezione porta evoluzioni che spaventano

e fragilità inesplose che muovono passi lenti.

Erigere  muri ti affatica

e il tuo sguardo bianco soffre nel sorriso.

So che non tornerai indietro

forse più di te

che fingi di aver trovato la quiete

e  l’hai davvero.

Nel più tenero dei rimpianti riporrò

ogni ricordo

ogni errore

ogni dolore

che ti ho procurato.

Volare.

Aprire le ali non costa fatica a chi di volare non è mai stanco.

E’ emerso dall’alto di un picco innevato un geriglio fluorescente

che inclina il suo capo.

Avevo ricordi che erano realtà


e realtà che scuotevano i ricordi.

Appassita nel più coerente dei dolori

guardavo fuori

e mai più cercavo,

nè ti cercavo.


La passione aiuta gli audaci.

Erano anni che non [tra]scorrevo

i miei pensieri

scomporli e ricomporli

in una direzione perchè puntando lo sguardo fossero in linea retta.

Non traversa[le].

Erano mesi che non chiedevo cosa a chi.[Me?]

E quando e come.

Iniziavano i malumori tra i miei capelli

impigliati a te.

Attribuivamo significati diversi agli odori.

Erano giorni che non mi ascoltavo.

La mia voce da dentro soffocava

tra le tue braccia crude[li].

Impr[imimi]essionami adesso

su tela già usata.

La mia immagine mischierà il colore

con il vecchio

e  grattandolo via

di me non avrai traccia.

addio




Controvento.

Se avessi percorso mille miglia

controvento

potrei giustificare questo dolore che spezza la schiena

tanto che non riesco ad alzarmi.

Ad alzarmi.

Se avessi sfidato le maree

potrei spiegarmi cos’è che spezza i polsi

tanto che non posso più abbracciarti.

Più abbracciarti.

Se avessi volato come un razzo

nello spazio più profondo

potrei capire l’esplosione che ho nel cuore.

CHE HO NEL CUORE.

controv

Tempesta.

Tempesta assurgimi

o se non puoi

rinnegami

travolta da maree distanti e diseguali.

Tempesta quietati

che tra le tue spire

come una ninna nanna

possa dormire

e  finalmente riposare.

Riposare.

tempesta

Fissa-mente.

L’estremità del pensiero mi fissa lo sguardo.
Intenta alla ricerca delle lucciole
ho frantumato il buio
per riporlo in te.
Era scarno il tuo grembo d’amore
persino pesante nel suo vuoto ingombrante.
Apersi una finestra in un dettaglio
che a molti sfuggiva
nel tuo sguardo.
Ma ne ebbi paura,e forse non io sola,
e  frantumai richiudendola
ogni risata,ogni parola,ogni momento,
che vivemmo noi,
e noi solo.

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Sguardi.

Esagero sempre nell’intraprendere guerre

con me stessa.

Vincere è un vanto che non mi appartiene.

Piuttosto emergere nel buio con una scintilla

negli occhi

un guizzo

che mai potrai dimenticare.

Ci sono sguardi troppo uguali

per non riconoscersi

anche tra cento,mille,

occhi diversi.

sguardi